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SUMMARY:Attrito e Usura
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1700066081805{padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/3″][vc_single_image image=”1921″ img_size=”medium”][/vc_column][vc_column width=”1/3″][vc_empty_space height=”20px”][vc_custom_heading text=”Docenti:” font_container=”tag:h3|text_align:center|color:%23a02a25″ use_theme_fonts=”yes” css=”.vc_custom_1700234854483{padding-top: 40px !important;}”][/vc_column][vc_column width=”1/3″ css=”.vc_custom_1700234457257{margin-top: 20px !important;}”][vc_empty_space height=”20px”][vc_single_image image=”1686″ add_caption=”yes” alignment=”center”][vc_column_text] \nProf. Nora Lecis \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCorso: MMCBT05 \nAttrito e Usura \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLa maggioranza dei corpi a contatto e in mutuo strisciamento (tra i quali componenti meccanici e gli utensili per le lavorazioni tecnologiche)\, in esercizio possono danneggiarsi in superficie a causa dell’usura. L’interazione tra le superfici a contatto\, inoltre\, è caratterizzata dalla presenza dell’attrito\, che provoca una dissipazione di energia\, con notevoli perdite di rendimento del sistema ingegneristico. I costi economici dovuti a questi fenomeni possono essere elevatissimi: si parla in genere di valori intorno al 4% del PIL di una nazione industrializzata come l’Italia. \nParticolarmente interessante è il fatto\, tuttavia\, che almeno il 25% di questi costi sarebbero evitabili se\, in fase di progetto o manutenzione\, venissero adottati opportuni criteri “tribologici”. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nLa progettazione meccanica spesso trascura l’usura e l’attrito\, concentrandosi essenzialmente sulla resistenza a fatica. \nIn caso di errato funzionamento di origine tribologica molto spesso si interviene “a posteriori”\, cercando di rimediare nel modo migliore. L’obiettivo principale di questo corso è quello di fornire le adeguate conoscenze tribologiche ed i relativi strumenti operativi sia per poter intervenire al meglio “a posteriori” sia\, soprattutto\, per essere in grado di realizzare una progettazione tribologica “a priori”\, che permetta di evitare costosi e\, spesso\, insufficienti\, interventi successivi. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nIl corso è rivolto principalmente a tecnici dell’industria\, a neolaureati e neo-diplomati. \n  \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nSono necessarie conoscenze di base di matematica\, fisica e meccanica. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nMATERIALE DIDATTICO\nAd ogni partecipante al corso verranno fornite delle dispense/note relative agli argomenti trattati\, assieme a copie delle presentazioni in Powerpoint utilizzate durante le lezioni. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\nIl Corso si articolerà sviluppando le seguenti tematiche: \n1) SUPERFICI A CONTATTO \n\nContatto tra superfici ideali\nCaratteristiche microgeometriche delle superfici\nArea reale di contatto\nAdesione tra superfici a contatto (cenni)\n\n2) ATTRITO \n\nAttrito statico e dinamico\nInfluenza dell’attrito sugli sforzi di contatto\nDeformazioni plastiche alle asperità\nTeoria adesiva dell’attrito\nAttrito e fenomeni di trasferimento\nEffetto della rugosità iniziale\nAttrito volvente\nContributo abrasivo all’attrito\nRiscaldamento superficiale\n\n3) LUBRIFICAZIONE E LUBRIFICANTI \nLubrificazione solida \nLubrificazione limite\nLubrificazione fluida (Viscosità lubrificanti liquidi\, Teoria della lubrificazione liquida)\nLubrificazione plasto-idrodinamica\nTipologie di lubrificanti liquidi (cenni)\n\n4) MECCANISMI DI USURA \n\nUsura adesiva\nUsura tribossidativa\nUsura abrasiva\nUsura per fatica superficiale\n\n5) PROCESSI DI USURA \n\nUsura per strisciamento (usura severa e moderata\, Effetto della lubrificazione\, Metodi di controllo dell’usura per strisciamento\, materiali per impieghi tribologici)\nUsura per sfregamento\nUsura per rotolamento-strisciamento\nUsura abrasiva da particelle dure\nUsura erosiva\nProve tribologiche (Perno contro disco\, Blocco contro anello\, disco contro disco\, 4 sfere\, DSRW\, PAWT)\n\n6) INGEGNERIA DELLE SUPERFICI IN TRIBOLOGIA \n\nTipologie di trattamenti superficiali\nTrattamenti di modifica microstrutturale (Trattamenti meccanici\, Tempra superficiale)\nTrattamenti termochimici per diffusione (Cementazione\, Nitrurazione\, Altri)\nTrattamenti di conversione (Fosfatazione\, Ossidazione anodica)\nRivestimenti superficiali (Metallici\, Sottili\, Spessi)\nPresentazione di casi di studio\n\n  \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Mastering the Heat: Progettazione Avanzata per Applicazioni ad Alta Temperatura
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1700066081805{padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/3″][vc_single_image image=”1664″ img_size=”medium”][/vc_column][vc_column width=”1/3″][vc_empty_space height=”20px”][vc_custom_heading text=”Docenti:” font_container=”tag:h3|text_align:center|color:%23a02a25″ use_theme_fonts=”yes” css=”.vc_custom_1700234934538{padding-top: 40px !important;}”][/vc_column][vc_column width=”1/3″][vc_empty_space height=”20px”][vc_single_image image=”146″ add_caption=”yes” alignment=”center”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCorso: IPMI06 \nMastering the Heat: Progettazione Avanzata per Applicazioni ad Alta Temperatura \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLa “Progettazione per applicazioni ad alta temperatura” è un campo ingegneristico specializzato che si concentra sulla progettazione di componenti e sistemi per ambienti termicamente estremi. Essenziale in settori come l’aerospaziale\, la generazione di energia e la petrolchimica\, questa disciplina si interessa del comportamento dei materiali esposti a sollecitazioni meccaniche ed esposizioni ad elevata temperatura per lunghe durate. La comprensione dei meccanismi alla base dei fenomeni di accumulo delle deformazioni e della rottura è cruciale per lo sviluppo di criteri in grado di assicurare la vita operativa dei componenti senza che questi incorrano in rotture catastrofiche. L’obiettivo principale è sviluppare soluzioni ingegneristiche che garantiscono la durata\, l’efficienza e la sicurezza dei componenti in condizioni termiche estreme\, utilizzando leghe avanzate e principi di design innovativi. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nIl corso “Progettazione per applicazioni ad alta temperatura” intende fornire una profonda comprensione dei meccanismi e delle sfide ingegneristiche legate all’utilizzo di materiali per componenti operanti in condizioni termiche estreme. Esso mira a trasmettere l’importanza di una progettazione accurata e informata per garantire la sicurezza\, l’efficienza e la durata delle componenti in ambienti ad alta temperatura. I partecipanti verranno introdotti al comportamento meccanico dei metalli e delle leghe in tali condizioni\, con particolare attenzione al fenomeno del “creep”\, la deformazione plastica che si verifica sotto sollecitazione a temperature elevate. Verranno analizzati i principali meccanismi microscopici alla base di tale deformazione\, come il movimento delle dislocazioni e la diffusione atomica. Il corso esplorerà anche metodi avanzati per modellare e prevedere il comportamento a creep\, nonché strategie di design per prevedere l’effetto dello stato di sollecitazione. Infine\, saranno affrontate applicazioni pratiche e reali\, illustrando come le conoscenze acquisite possano essere applicate nell’ingegneria con particolare attenzione agli standard e alle linee guida attualmente in uso nell’industria. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nIngegneri Meccanici: specialmente quelli che lavorano in settori come l’aerospaziale\, l’automobilistico\, la generazione di energia e la produzione di metalli\, dove la resistenza dei materiali a temperature elevate è cruciale. \nIngegneri dei Materiali: che sono interessati a comprendere e migliorare le proprietà dei materiali utilizzati in condizioni termiche estreme. \nIngegneri Petrolchimici: che progettano e mantengono impianti che operano ad alte temperature e pressioni. \nRicercatori nel campo dei Materiali: che studiano nuove leghe e trattamenti termici per migliorare la resistenza al creep e ad altre forme di degrado termico. \nTecnici di Controllo Qualità: che eseguono test su materiali e componenti per assicurare che rispettino le specifiche di resistenza al calore. \nIngegneri Nucleari: data l’importanza delle temperature elevate nella progettazione e nella manutenzione dei reattori. \nConsulenti e Specialisti in Ispezione: che devono valutare l’integrità di componenti ed equipaggiamenti operanti in condizioni ad alta temperatura. \nIngegneri del Settore Alimentare: dove il trattamento termico e la resistenza al calore dei componenti degli impianti sono essenziali. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nConoscenza di Base dei Materiali: comprensione dei concetti fondamentali legati ai materiali metallici\, come composizione\, struttura cristallina\, e difetti. Meccanica dei Materiali: familiarità con i principi di base della meccanica dei materiali\, come tensione\, deformazione\, e le leggi di comportamento meccanico \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nMATERIALE DIDATTICO\nAd ogni partecipante al corso verranno fornite delle dispense relative agli argomenti trattati\, assieme a copie delle presentazioni utilizzate durante le lezioni e sarà rilasciato un attestato di frequenza. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\nPart 1: Introduzione ai processi deformativi ad elevata temperatura \n\nEsempi di impianti e componenti operanti ad alta temperatura\nIntroduzione al comportamento meccanico di metalli e leghe ad elevata temperatura\nInstabilità plastica ad alta temperatura\nMeccanismi che limitano la vita operativa\n\nPart 2: Deformazione a Creep: aspetti fenomenologici \n\nIntroduzione al fenomeno del creep\nI regimi di creep\nCreep testing e standard\nMetodi di estrazione dei dati\n\nPart 3: Deformazione a Creep: micromeccanismi \n\nI difetti nei cristalli\nRichiami di meccanica delle dislocazioni\nCreep dislocazionale e diffusivo\nDeformation Mechanism Map\nFattori di influenza sul rateo di creep\n\nPart 4: Modellazione a creep \n\nModelli fenomenologici e su base fisica\nModelli di previsione di vita\nCreep multiassiale\n\nPart 5: Rottura a creep \n\nMeccanismi di rottura a creep\nCreep crack growth\nModellazione a meccanica del danno\n\nPart 6: Engineering approach \n\nMateriali per la termica\nCreep-fatica\nEngineering approach: API 579-1/ASME FFS-1\nEsempi applicativi\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nIl corso fornisce una solida e dettagliata comprensione dei processi deformativi e di rottura in materiali operanti ad elevata temperatura\, delle leggi che governano il fenomeno e delle relazioni in grado di descriverlo per la previsione della vita operativa di componenti. I partecipanti acquisiranno le conoscenze relative alle tecniche di modellazione più avanzata in relazione agli standard industriali vigenti. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row disable_element=”yes”][vc_column][vc_column_text] \nDocenti\nProf. Nicola BonoraUniversità di Cassino e del Lazio Meridionale \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLa “Progettazione per applicazioni ad alta temperatura” è un campo ingegneristico specializzato che si concentra sulla progettazione di componenti e sistemi per ambienti termicamente estremi. Essenziale in settori come l’aerospaziale\, la generazione di energia e la petrolchimica\, questa disciplina si interessa del comportamento dei materiali esposti a sollecitazioni meccaniche ed esposizioni ad elevata temperatura per lunghe durate. La comprensione dei meccanismi alla base dei fenomeni di accumulo delle deformazioni e della rottura è cruciale per lo sviluppo di criteri in grado di assicurare la vita operativa dei componenti senza che questi incorrano in rotture catastrofiche. L’obiettivo principale è sviluppare soluzioni ingegneristiche che garantiscono la durata\, l’efficienza e la sicurezza dei componenti in condizioni termiche estreme\, utilizzando leghe avanzate e principi di design innovativi. \n  \n  \n  \n  \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nIl corso fornisce una solida e dettagliata comprensione dei processi deformativi e di rottura in materiali operanti ad elevata temperatura\, delle leggi che governano il fenomeno e delle relazioni in grado di descriverlo per la previsione della vita operativa di componenti. I partecipanti acquisiranno le conoscenze relative alle tecniche di modellazione più avanzata in relazione agli standard industriali vigenti. \n\n \n\n  \n  \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Progettazione e Analisi degli Esperimenti - DOE (Corso a Distanza)
DESCRIPTION:DOE01 \nDocenti\nIng. Federico Valente – MBA\, Six Sigma Black Belt\, amministratore unico ITACAe Srl \nFINALITÀ\nLa sperimentazione svolta in maniera metodica attraverso tecniche statistiche è il principale metodo scientifico che può essere impiegato nell’industria per migliorare i prodotti e i processi. La corretta pianificazione degli esperimenti consente di raggiungere in maniera efficiente ed efficace un livello di conoscenza affidabile del prodotto o processo che si vuole migliorare. Le ricadute di una corretta applicazione del metodo DoE (Design of Experiments) sono molteplici: \n\nottimizzare le performance di un prodotto\nsviluppare un prodotto che è meno sensibile alle variabilità ambientali o operative\nriduzione degli scarti\nindagare in maniera efficiente diverse scelte progettuali\nridurre i tempi di sviluppo del prodotto\nincrementare e consolidare il livello di conoscenza del prodotto/processo\naumentare l’affidabilità del prodotto\n\nDESTINATARI\nIl corso è rivolto ai responsabili di gruppi di progettazione\, ai progettisti che intendono comprendere e valutare le possibilità di utilizzare strumenti di progettazione avanzati\, ai professionisti nelle aree ricerca\, sviluppo e innovazione. \nDURATA E STRUTTURA DEL CORSO\nIl corso svolto interamente in modalità remota ha una durata complessiva di 15 ore\, suddivise in 3 lezioni della durata di 5 ore ciascuna. L’intera attività didattica si terrà in italiano mediante una piattaforma di web conference con l’ausilio di slides e testi. È previsto\, per ogni\, un momento di presentazione di esempi e di svolgimento di esercitazioni on-line. \nPREREQUISITI\nSebbene il corso sia rivolto in particolare ai laureati in Ingegneria o altre discipline scientifiche\, si ritiene possa essere indicato anche ai diplomati tecnici\, qualora possiedano nozioni di statistica ed esperienze applicative. \nMATERIALE DIDATTICO\nAd ogni partecipante al corso verranno fornite delle dispense/note relative agli argomenti trattati\, assieme a copie delle presentazioni in Powerpoint utilizzate durante le lezioni. Durante il corso verranno svolte delle attività didattiche per riprodurre situazioni reali di progettazione degli esperimenti. \nPROGRAMMA\n1a Lezione (5 ore) \n\nIntroduzione e cenni storici.\nIntroduzione al DOE: obiettivo\, terminologia\, linee guida.\nProblem solving (chart di Ishikawa)\, PDCA\, FMEA.\nDOE\, linguaggio e concetti:\no modalità di scelta e di esecuzione dell’attività sperimentale\no rassegna diverse strategie di sperimentazione: best guess approach\, trial & errro\, OFAT\, metodo Steepest Ascent\, progettazione fattoriale\no i pro ed i contro delle diverse strategie sperimentali\no cos’è un esperimento fattoriale e quali sono le informazioni che fornisce\n\n\n2a Lezione (5 ore) \n\nFondamenti di statistica.\nLa distribuzione normale\, teorema limite centrale\, confronto tra due campioni.\nConfronto tra k campioni\, il test di Student\, l’ipotesi statistica.\nIntroduzione al metodo di Analisi della Varianza (ANOVA).\nPrincipi base del DoE: controllo\, randomizzazione\, Replicazione\, ortogonalità e bilanciamento.\nIntroduzione al robust design\nBlocking\, confounding\, (esempio 1: blocks).\nAncova (esempio 2: ancova)\nAltri esempi (mont271\, adesione\, roughness).\nGlossario\n\n3a Lezione (5 ore) \n\nIntroduzione agli esperimenti fattoriali frazionati.\nTecniche di riduzione e proiezione dei piani fattoriali. La risoluzione e l’aliasing di un piano.\nIl metodo “split-plot”.\nIl metodo delle superfici di risposta: metodi Box-Behnken\, CCD.\nDOE + Ottimizzazione.\nTest di verifica apprendimento.\nAlcuni software per analisi statistica e ottimizzazione.
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SUMMARY:Introduzione alla progettazione con i materiali compositi
DESCRIPTION:IPMI07 \nDocenti\nIng. Andrea RottigniIng. Francesco Grispo \nOBIETTIVI DEL CORSO\nLe finalità di questo corso sono quelle di affrontare i primi cenni legati alla progettazione con i materiali compositi\, oltre alle materie prime utilizzate ed alcune tra le più importanti tecnologie produttive utilizzate. \nNello specifico della parte di progettazione\, le finalità sono quelle di far acquisire le prime competenze teorico pratiche per gestire semplici progettazioni di componenti in materiali compositi. In linea generale\, il partecipante avrà la possibilità di vedere illustrati strumenti come Analisi di fattibilità e definizione dei Requisiti; Matrice Decisionale; Diagrammi di Ashby\, impostazione di un Ply Book\, Legge di Pareto; Nonché le principali metodologie di calcolo seguendo sia il tradizionale approccio del “Building Block Approach” sia le principali tecniche di calcolo semplificato. Il tutto al fine di fornire strumenti di management generale dello sviluppo di un progetto. \nDESTINATARI\nProgettisti che vogliano avere un primo contatto con tali materiali per capirne le caratteristiche principali; e le modalità di approccio progettuali; responsabili tecnici delle aree di progettazione e R&D. \nPREREQUISITI\nIl modulo\, concepito come introduzione alla progettazione con i materiali polimerici necessita di prerequisiti specifici legate principalmente a: \nFormazione tecnica fornita da laurea magistrale o breve di natura tecnica \nÈ opportuno possedere conoscenze di base di algebra delle matrici; oltre che conoscenze base di scienza delle costruzioni (teoria della trave\, sezioni\, cenni di teoria della piastra). \nMATERIALE DIDATTICO\nAd ogni partecipante al corso verranno fornite delle dispense relative agli argomenti trattati\, assieme a copie delle presentazioni utilizzate durante le lezioni e sarà rilasciato un attestato di frequenza. \nPROGRAMMA\nIntroduzione Generale: \n\nGeneralità sulle materie prime\nPanoramica delle materie prime utilizzate\nCenni Fibre di carbonio\, di vetro\, aramidiche\, di basalto – resine termoindurenti – loro interazioni\n\nTecnologie produttive principali: \n\nTecnologie produttive principali utilizzate\, tra cui: laminazione in manuale\, autoclave\, resin transfer moulding (RTM)\n\nPrincipali tecniche di progettazione di strutture: \n\nInquadramento generale sullo sviluppo di un progetto e le relative tecniche di gestione\, in particolare con riferimento alla necessità di compiere scelte progressive.\nCenni su strumenti utili a definire in maniera iterativa e sempre più dettagliata gli aspetti salienti del componente da progettare (Analisi di fattibilità e definizione dei Requisiti; Matrice Decisionale; Diagrammi di Ashby\, impostazione di un Ply Book\, Legge di Pareto\nCenni sui principali tipi di laminato e le relative proprietà meccaniche e tecnologiche (laminati simmetrici\, bilanciati\, antisimmetrici\, quasi isotropi) con esempi pratici ed applicativi di parti realizzate in materiale composito\, ciascuna presa a riferimento per un aspetto saliente del comportamento (Struttura soggetta a carico di punta\, strutture per crash\, travi in forte spessore\, Pannelli Sandwich).\n\nAl termine di ogni macro-argomento saranno presentate brevi esercitazioni/esempi pratici volti a chiarire meglio gli aspetti teorici trattati .
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SUMMARY:Introduzione ai materiali polimerici e loro principali tecnologie di produzione
DESCRIPTION:IPMI04 \nDocenti\nIng. Andrea RottigniIng. Gabriele Carrara \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nI materiali polimerici rappresentano diverse tipologie di materiali caratterizzati da elevate prestazioni\, che hanno ormai da tempo raggiunto ampia diffusione ed importanti e significativi utilizzi in vari settori industriali a partire dal settore automotive\, ma non solo. Quindi risulta molto importante conoscere le peculiarità di tali materiali e le loro tecnologie di trasformazione principali\, potendo avere\, nel proprio bagaglio professionale competenze in merito. Questo corso si pone esattamente questo obiettivo e cioè fornire le prime informazioni teorico/tecniche di base e di caratterizzazione relative a tali materiali\, oltre che alle principali tecnologie di trasformazione\, che permettano una prima presa di contatto corretta ed efficace con tali materiali. \nIl corso punta a dare una introduzione tecnico/teorica sul mondo dei materiali polimerici\, con particolare attenzione ai materiali termoplastici ed alle diverse tecnologie produttive che li utilizzano. Oltre ad una introduzione alle tecnologie di additive manufacturing (stampa 3D) con i materiali polimerici nelle ultime 8 ore verranno trattati i seguenti argomenti: materiali polimerici termoindurenti ed elastomeri \nDESTINATARI\nProgettisti che vogliano avere un primo contatto con tali materiali per capirne le caratteristiche principali; responsabili tecnici delle aree di progettazione e R&D; tecnologi di processo; responsabili delle aree di Business Development che hanno la necessità di approcciare i materiali polimerici; ricercatori\, tecnici e tutte quelle persone che intendano avere un primo contatto con tale tipologia di materiali e non ultimo imprenditori che vogliono capire le potenzialità di tali materiali il loro utilizzo specifico e gli futuri sviluppi. \nPREREQUISITI\nIl modulo\, concepito come introduzione ai materiali polimerici ed alle loro tecnologie principali di produzione\, non necessità di prerequisiti specifici. \nMATERIALE DIDATTICO\nAd ogni partecipante al corso verranno fornite delle dispense relative agli argomenti trattati\, assieme a copie delle presentazioni utilizzate durante le lezioni e sarà rilasciato un attestato di frequenza. \nPROGRAMMA\nIntroduzione \nTermoplastico – Termoindurente\, le differenze macro \n\ncosa è un termoplastico e come si comporta\ncosa è un termoindurente e come si comporta\nperché scegliere termoplastico o termoindurente\npro e contro\n\nTecnologie di realizzazione di un particolare in materiale termoplastico \n\ncosa sono e come possono essere utilizzate\nper quali settori sono consigliate\nlotti minimi o lotti massimi per ogni tecnologia\n\nTecnologia : iniezione \n\nla pressa\ni materiali maggiormante utilizzati\ngli stampi\nbassi lotti produttivi vs alti lotti produttivi\nesempio di particolari\n\nTecnologia: estrusione e soffiaggio \n\nla soffiatrice\ngli stampi\nesempio di particolari\n\nTecnologia: rotazionale \n\nle tecnologie attualmente disponibili\ngli stampi\nesempio di particolari\n\nTecnologia: termoformatura \n\nle tecnologie attualmente disponibili\ngli stampi\nesempio di particolari\n\nTecnologia Additive \n\ndifferenti tipologie di produzione\ndifferenti particolari producibili\npro e contro fra le tecnologie MJF\, fdm\, SLA\, DLP\n\nTempolastici con basi elastomeriche. \nBack injection e co stampaggi su tessuti a fibra lunga \nTecnolgie di stampaggio dei termoindurenti \nTecnologie di stampaggio materiali elastomerici
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